Val Del Chiese
Roberto e il “suo” Forte Corno
mag
16
2014

Roberto e il “suo” Forte Corno

Non solo un forte, ma uno spettacolo della Mitteleuropa che ti strega e che ti ammalia.

Stiamo parlando di Forte Corno una struttura imponente arroccata sulle pendici dei monti di Praso.

Una fortezza austrungarica risalente alla prima guerra mondiale che, ancora oggi, si attesta tra gli edifici militari del Trentino Occidentale meglio conservati e più significativi.

Lo scopriamo grazie a Roberto Panelatti, infermiere, appassionato di storia locale e sindaco del comune di Praso.

«Forte Corno – spiega Roberto – ha moltissimi punti di forza. Ad esempio è stato costruito con criteri che richiamano alla mente quelli degli antichi castelli medioevali ed è stato uno spettacolo della Mitteleuropa».

Forte Corno

Realizzato con una grande cura nei dettagli e 3 tipi di pietra diverse questo forte di montagna aggiunge Roberto «è un edificio che ha veramente la capacità di stregarti ed ammaliarti, tanto che, alle volte, quando giro per le sue sale, verso l’imbrunire, mi sembra quasi di sentire ancora il rumore delle scarpe dei soldati e penso al fatto che tutte le persone che lo vivevano, pur essendo nello stesso luogo, parlavano lingue diverse portandolo ad essere uno spaccato della Mitteleuropa».

I primi ricordi di Roberto sono quelli vissuti durante l’infanzia «allora Forte Corno era un luogo invaso dalla vegetazione, con alberi e arbusti che lo “ricoprivano” e non c’era più il tetto. Un posto dove io e i mie amici andavamo per scappare dai nostri genitori e per sfidarci in prove di “coraggio” visto che i suoi cunicoli e le sue stanze erano buie e tetre».

Interno Forte Corno

«Questo forte mi ha sempre colpito» ammette Roberto, ma è nel 2000 che le loro storie si intrecciano.

«In quell’anno  – sottolinea Roberto – come amministrazione, ci siamo accorti di quello che avevamo e abbiamo deciso di partire con una prima pulizia. Abbiamo così scoperto il forte che, da allora, è diventato la mia “seconda casa”». Tanto che, ride Roberto «in molti hanno cominciato a prendermi in giro per questo mio “sentimento” di complicità con il Forte».

Come amministratore infatti Roberto ha seguito passo passo questa sua rinascita. «Un percorso che – ammette – mi ha permesso di vederlo attraverso gli occhi dei professionisti che ci hanno lavorato. Dagli storici ho capito perchè era stato costruito, dagli architetti il suo valore dal punto di vista progettuale e dagli artisti il suo fascino».

Forte Corno Panoramica

Proprio per questo «l’emozione più grande», per Roberto, è stata quando «da casa mia,  ho visto che si stava alzando la gru e che era iniziata la fase del restauro».

Una nuova vita dunque, cui il forte si affaccia da una parte allontanandosi dalla “durezza” di quei tempi, dall’altra mantenendo la sua anima europea.

«La volontà – conclude Roberto – è infatti quella di poterlo far diventare un luogo dove si parlino tutte queste lingue per occasioni legate alla pace e alla serena convivenza tra i popoli».

   
POSTATO IN: roccia, Senza categoria, turisti, una volta | 16 maggio 2014 - 8,49
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