Val Del Chiese
Mauro e la Farina Gialla di Storo
ago
16
2014

Mauro e la Farina Gialla di Storo

 

A buon intenditor poche parole

Se volete riconoscere la farina gialla di Storo vi basta infatti un buon olfatto.

Parola di Mauro Armanini, ristoratore e agricoltore di Storo che spiega «se la polenta è fatta con la Farina gialla di Storo il suo profumo è inconfondibile».

Farina Storo 1

Tanto che, aggiunge Mauro «mi riporta alla mente anche moltissimi ricordi di quando ero bambino e capivo, ad esempio al ritorno da scuola, se per pranzo c’era polenta anche se non ero ancora arrivato a casa».

Oggi, le sue emozioni nei confronti di questo prodotto passano anche per la cucina dell’agritur che gestisce assieme ai suoi 2 fratelli dove, spiega «la farina è la protagonista assoluta».

Dall’antipasto al dessert molti dei piatti proposti hanno come ingrediente principale la Farina Gialla di Storo. «Certo – spiega Mauro – proponiamo sempre polenta a pranzo a cena, polenta carbonera, con le erbette e di patate, ma non ci fermiamo a questo abbiamo crostini di polenta alla griglia con salmerino o formaggio, pasta e dolci realizzati con il fioretto,  la prima farina macinatura fatta con mulino a pietra della farina gialla di Storo, biscotti e anche il gelato che produce una gelateria del posto».

Inoltre, anche se il menù si differenzia tra estivo e invernale: «la polenta è un piatto che non ha stagione quindi c’è sia l’inverno che l’estate!».

La Polentera

«La Farina Gialla di Storo – prosegue Mauro – è un prodotto “povero” e per anni è stato utilizzato per il sostentamento, ma oggi viene apprezzato moltissimo ed è facilmente riconoscibile non solo per il profumo, ma anche per il colore, le pannocchie nostrane sono infatti rosse scure».

Un prodotto dunque importante che, aggiunge però Mauro «era andato quasi perduto ed è stato recuperato, negli anni, grazie alla nascita di una cooperativa, Agri ’90 che oggi conta 100 soci e una produzione di 11 mila quintali».

Una riscoperta che ha avuto risvolti molto positivi in primis, come sottolinea Mauro «sul territorio. Le campagne stavano andando all’abbandono mentre ora hanno preso più valore e ci si sta riavvicinando all’agricoltura. Negli ultimi anni coltivare non era più redditizio, oggi invece sì, si può vivere solo di “nostrano di Storo”, accanto a fragole e patate».

pannocchia mais farina

Infine, una passione per la Farina Gialla di Storo che ha anche risvolti artistici grazie alle opere di Daniel Mabellini «Daniel – continua Mauro – è il nostro cuoco, ma è bravissimo con le sculture e ne ha realizzate alcune per l’agritur».

Ecco quindi che, anche attraverso le sue opere si valorizzano, tra gli altri, pannocchie, farina e polenta.

   
POSTATO IN: sapori, Senza categoria, turisti, una volta | 16 agosto 2014 - 8,40
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