Val Del Chiese
Manuela, i “Lanzi” e Castel San Giovanni
giu
21
2014

Manuela, i “Lanzi” e Castel San Giovanni

Un’architettura tipica delle fortezze e una posizione che domina il Lago d’Idro e l’intera Valle del Chiese

Da secoli sovrasta il Lago d’Idro ed è a lui che si intrecciano eventi storici di rilievo per la Valle del Chiese e non solo, come ad esempio la Guerra rustica in Trentino e il Sacco di Roma.

Stiamo parlando di Castel San Giovanni: una fortezza che si erge su un alto sperone di roccia a Baitoni, nel comune di Bondone.

Un castello che, come spiega Manuela Zontini, appassionata di storia «apparteneva alla famiglia dei Lodron, la casata che per secoli ha dominato l’intera valle, ed era una della loro residenze».

A caratterizzarlo, continua Manuela «le sue caratteristiche architettoniche, tipiche della fortezza: ancora oggi è circondato dalle mura e per arrivare alla sua corte interna bisogna attraversare un ponte levatoio».

Castello San Giovanni

Una fortezza che, negli ultimi anni, è tornata a vivere anche attraverso le proposte del Gruppo Lebrac.

Dal 2009 infatti questo gruppo, di cui Manuela fa parte, permette a visitatori e turisti di fare un vero e proprio tuffo nel passato.

Si tratta di rievocazioni legate ai Lanzichenecchi,  o meglio ancora ai “Lanzi”, come li chiama amichevolmente Manuela: «soldati mercenari - spiega – che si battevano al soldo ed erano incentivati in questa scelta dallo stipendio (2 fiorini al mese, il doppio di quanto previsto per un mese di lavoro)  e dal permesso di saccheggio».

«Alcuni dei nostri spettacoli – spiega Manuela – si tengono proprio qui, all’interno delle sale e della corte interna di Castel San Giovanni».

Lanzi

Castello San Giovanni in questi anni si è trasformata quindi nella «location perfetta» per poter raccontare avvenimenti storici quali «la battaglia di Pavia - sottolinea Manuela - la Guerra Rustica e la Campagna d’Italia con il Sacco di Roma. Tutti episodi che sono legati a Ludovico Lodron, il nostro – sorride -  “capitano”».

Ecco dunque che attraverso danze e combattimenti, rigorosamente in costume, vivandiere e fucilieri riportano ai tempi antichi con una scenografia fatta di cucine da campo, tende, armi, suppellettili e attrezzatura varia.

«Facciamo diversi spettacoli – aggiunge Manuela – ma quello che piace di più è quello dove abbiamo un esperto che spiega e noi che interveniamo con qualche battuta o scena. Poi ci sono le attività didattiche con il pubblico che passa per il castello e ci vede intenti a lavorare come se fossimo proprio in quegli anni. Ad esempio vengono in cucina  e possono vedere quali erano le tecniche con cui cucinavano». Cibi alla brace dunque e, sorride Manuela, «ovviamente niente peperoni, pomodori e, soprattutto niente polenta».

Cucina lanzichenecchi Lebrac

Accanto alle «”donne dei lanzi” – conclude Manuela – ci sono gli uomini che mostrano le loro armi e le armature e si esibiscono con gli alabardi e simulando una battaglia con le spade che è molto emozionante».

Appuntamenti che riscuotono un alto gradimento da parte del pubblico, visto che si ha la possibilità di visitare un castello “vivo”, e che, allo stesso tempo, permettono a Manuela di vivere un sogno  «mi è sempre piaciuto il mondo delle rievocazioni – conclude – forse perché mi è sempre piaciuta anche la storia. Per me è quasi un sogno. Lo ritengo un senza dubbio un bel modo per divulgarla».

   
POSTATO IN: Senza categoria, turisti, una volta | 21 giugno 2014 - 12,21
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