Val Del Chiese
La poetica dei funghi
giu
07
2012

La poetica dei funghi

Alessandro Togni gestisce uno studio grafico alle porte di Tione, e quando gli siamo davanti si affretta dire che “sono un artista, non un fungaiolo”.

E cerca di dimostrarlo raccontando che la scoperta dei funghi è arrivata attraverso lo studio di un libro del musicista John Cage. Poi però si tradisce affermando che di funghi aveva già avuto esperienza da ragazzino quando lavorando in un bar in val di Fumo, passava il tempo libero a cercar funghi nei boschi. Poi, ancora, ad Alessandro scappa detto che nei primi anni Settanta a Daone organizzava progetti culturali collaborando con il gruppo micologico locale.

Insomma, la storia di Alessandro rivela due cose. La prima è che da queste parti i funghi sono una specie di amici di infanzia. Li si conosce da sempre e tanto bene come nessun’altra cosa al mondo.

La seconda è quella che esiste una poetica dei funghi.  E per capirlo torna utile fare due chiacchiere con un artista come Alessandro.

Può raccontarvi che su questi monti ci sono oltre 250 tipi di funghi, ben di più di quelli sommariamente presenti nei cartelloni esposti nelle Aziende di Soggiorno del passato. Può elencarvi le tre grandi famiglie di funghi, ricordare con orgoglio che un gli oltre 150 esperti micologi da tutto il mondo arrivati qui nel 2002 hanno detto che questa è una zona fantastica per i funghi, e che qui è stato scoperto un fungo nuovo.

Ma ci vuole la cultura di Alessandro Togni per scoprire e narrare l’anima di questi timidi abitanti dei boschi.

“Andare a funghi, a qualsiasi età, è prima di tutto un’avventura, un piccolo perdersi nel bosco, un effettivo e simbolico uscire dal sentiero segnato alla scoperta di un suo tesoro nascosto”.

Non solo. Andare per funghi è un gioco, ma che simula qualcosa di assai serio. Un divertimento che ripercorre pratiche antiche della nostra specie, quando dovevamo affrontare la natura alla ricerca del cibo quotidiano. Uomini raccoglitori venuti ancor prima dell’agricoltura e dell’allevamento.

E ancora. “Quello dei funghi è un mondo ambiguo, dove non si può mai abbassare la guardia. I funghi ci attirano, pur sapendo che alcuni di loro sono velenosi. Il fungo più bello di tutti, non è commestibile. Lo spettacolare cappello rosso della famosa ammanita muscaria, il fungo delle favole, è una sirena tentatrice e pericolosa”.

Quanti insegnamenti per la vita di tutti i giorni, hanno i funghi. “Ma soprattutto quant’è divertente passare un pomeriggio in loro compagnia tra i boschi”, conclude Alessandro.

Immagine Allegata
POSTATO IN: funghi, sapori | 7 giugno 2012 - 7,54
Scrivi un commento
Il commento sarà pubblicato solo dopo la moderazione.




Invia Commento