Val Del Chiese
Io c’ero
mag
23
2012

Io c’ero

Siamo a Cimego, nella Casa Marascalchi trasformata in un bel Museo di Civiltà Contadina. 

Bello si, ma le storie di chi lo racconta lo trasformano in una casa normale e abitata, momentaneamente lasciata libera dai suoi proprietari, che torneranno presto  a ridare vita ai vecchi utensili.

La signora Maria, infatti, non è una guida. È una testimone.

La vecchia forchetta sul tavolo attira l’attenzione da quanto è diversa e più rozza rispetto alle nostre. Ma diventa addirittura affascinante quando Maria la guarda e il suo viso allegro si illumina del ricordo di quando da bambina mangiava polenta e latte con forchette identiche a queste.

Poi c’è la Monega, strumento capace di contenere le braci sotto coperte per far trovare il letto caldo quando era ora di dormire. “Mi ricordo – dice Maria – che al mattino sulle coperte c’era la brina, perché durante la notte tutto il calore sprigionato dalla monega condensava, a quei tempi faceva un freddo che se ci foste stati voi giovani d’oggi…”.

A Casa Marescalchi non c’è invece il divano. Non in sala, non nella stanza della grande stufa e legna, non altrove.

Se questa mancanza ci fa immaginare terribili dopocena da passare su scomode seggiole, i ricordi di Maria possono subito consolarci. “Non c’era il divano perché dopo cena si faceva filò nelle stalle. Al calore del fieno e degli animali, le famiglie vicine di casa si riunivano a parlare della giornata e del lavoro nei campi. Qui si confrontavano saperi agricoli e culinari, qui nasceva l’amicizia e i primi amori, la comunità chiudeva la giornata stringendo legami che l’avrebbero resa più forte nei giorni a venire.

Giorni in cui davvero non serviva il divano.

E così via per ogni cosa sparsa in giro per la casa. Basta dire “Maria, e di questo, cosa mi racconta?”, e lei parte con un aneddoto che non ci si aspetta.

Maria ha una storia per ogni oggetto. Anzi, un ricordo.

Casa Marescalchi racconta di come era la vita da queste parti nei decenni precedenti alla seconda guerra mondiale. A quel tempo Maria era una bambina e oggi non più. Però quando si aggira tra le gelide stanze di questo posto avvolgendosi del calore dei suoi ricordi e dei suoi racconti, le ritorna lo sguardo buffo e innocente simile a quello di una volta.

Fa bene concedersi il tempo per ascoltare persone come Maria. È come andare in palestra. I muscoli che si rafforzano sono quelli dell’ascolto e della capacità di ricordare le cose importanti della propria vita.

Un allenamento che sarà utile anche quando ritorneremo dalla vacanze e alla vita di tutti i giorni.

POSTATO IN: una volta | 23 maggio 2012 - 8,12
Scrivi un commento
Il commento sarà pubblicato solo dopo la moderazione.




Invia Commento