Val Del Chiese
Giorgio e il Drytooling
dic
12
2014

Giorgio e il Drytooling

Arrampicare è come leggere un libro, è come una sorta di viaggio in cui devi saper unire gli appoggi ai tuoi movimenti

Queste le parole con cui Giorgio Tameni, ghiacciatore e bresciano doc, definisce l’arrampicata.

La sua è infatti una vera passione per questo sport, in tutte le sue forme: «sono partito facendo cascate – spiega Giorgio – poi roccia e infine misto moderno o dry tooling».

Una specialità, quest’ultima che, aggiunge «è completamente diversa da tutti gli altri. Si tratta di un’evoluzione che ha cambiato un po’ il modo di arrivare sul ghiaccio: prima si aspettava che la cascata fosse formata, adesso invece si sale la roccia con l’attrezzatura da ghiaccio».

val neda l'ira di gio' 008

Un viaggio dove a giocare i ruoli principali devono essere concentrazione, fantasia e libertà.

«Arrampicare – continua Giorgio – è come leggere un libro, è come una sorta di viaggio in cui devi saper unire gli appoggi ai tuoi movimenti».

Uno sport nel quale l’aspetto psicologico non è meno importante di quello fisico, anzi: «in molti casi è più una questione psicologica. Una sorta di sfida con sè stessi che ti permette di raggiungere queste candele passando sulla roccia con gli attrezzi da ghiaccio».

Allo stesso tempo poi, aggiunge «ti dà la possibilità di condividere delle emozioni ed esperienze forti con i tuoi compagni, ad esempio quando si riesce a superare un tiro difficile».

val neda l'ira di gio' primo tiro 010

E ancora, libertà di movimenti e tanta fantasia: «spesso, mentre sono in parete – prosegue – penso  a dove vorrei andare e trovo il modo per arrivarci. Ci vuole fantasia nel superamento di un passaggio e le difficoltà sono quasi sempre legate al fatto che non si è ancora raggiunto il ghiaccio».

L’importante è, come sottolinea Giorgio «andare solo dove l’occhio vede».

Tutt’altro che un gioco di parole perchè «ogni errore – spiega – può essere fatale. Le condizioni devono sempre essere perfette. Se non ci sono vuol dire che non è arrivato il momento».

In questo caso la soluzione è dunque una: «tornare a casa».

giorgio e il drytooling

Infine, anche se si tratta di una disciplina che si può praticare in molti posti «la Valle di Daone – spiega – ha qualcosa di più: qui ho il cuore e i miei amici. E’ una valle che – continua – ti sa dare un grande senso di libertà e che è la più completa perchè qui c’è tutto: sia ghiaccio che roccia». Un piccolo paradiso per scalatori e ghiacciatori.

A fissare il ricordo delle tante emozioni che Giorgio vive nelle sue scalate ci sono anche moltissime foto: «mi piace pensare – sorride – che quando non avrò più la forza di fare queste scalate  guardando le foto potrò ricordarmi quello che ho fatto».

   
POSTATO IN: Senza categoria | 12 dicembre 2014 - 11,12
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