Val Del Chiese
Creatività e convivialità
lug
17
2012

Creatività e convivialità

C’è da scommettere che se avete deciso di mangiare un boccone a “La Polentera” avete già idea di quale sarà il piatto forte di questo posto.

Tutto ok, ne sarete più che soddisfatti. Unico consiglio: non fermate la vostra avventura al culinario, a quella carbonera che quando l’assaggi la prima volta pensi di non aver mai mangiato polenta in tutta la tua vita. E nemmeno a quelle straordinarie opere d’arte lignea che abbelliscono ogni sala del ristorante (per inciso, anch’esse uscite dalle mani d’oro dello chef).

Chiedete del proprietario, trovate una scusa qualunque per attaccar discorso, vincete la sua prima timidezza e fatevi raccontare la storia di questo posto.  Scoprirete che qui nel Chiese non sempre le cose migliori nascono da quella cosiddetta iper-specializzazione professionale cui tutti noi siamo spinti nel mondo a valle.

La storia di Mauro Armanini è infatti un mix di esperienze tra le più diverse. Figlio di contadino, dopo le scuole dell’obbligo Mauro sceglie la fabbrica. Ma quando quest’ultima ha mostrato segni di difficoltà, Mauro non ha esitato a ritornare ai campi di famiglia.

Mica per far passare il tempo: tant’è che negli anni ’90 Mauro e i suoi fratelli sono stati tra i primi ad andare in Olanda per studiare la coltivazione fuori suolo delle fragole, metodo che assicura migliori produzioni e riduzione delle spese di raccolta. Innovazione, insomma, altroché un semplice ripiego alle comodità perdute della vita di fabbrica.

Poi Mauro fa il cameriere in giro per l’Italia. poi ritorna in fabbrica e poi ancora alla propria campagna.

Una storia del genere, cosa ha prodotto? Da questo  continuo alternarsi di agricoltura e catena di montaggio, campi e banconi, terra  e prosecco, non poteva che nascere un agriturismo.

Però un agriturismo “Vero”, come ce ne sono parecchi da queste parti: camere da letto e cucina con un retrobottega fatto di animali vivi e ruspanti, campi coltivati a frutta e verdura di stagione.

Il bello della Valle del Chiese è anche fatto di queste ormai rare e preziose ovvietà. Luoghi in cui la bontà dei cibi profuma di lavoro e di storie personali, di voglia di spendersi e di provare.

E non è tutto. “Quando ho aperto l’agriturismo, pensavo che non avrei lasciato il lavoro dei campi ai miei fratelli e a mio padre – dice Mauro – mi piaceva l’idea che non avrei più fatto fatica. Ma non ce l’ho fatta. Lavorare sodo per fare un buon raccolto è una soddisfazione che non voglio perdermi, è come fare una piccola opera d’arte. Mi piace la pace di lavorare da solo tra i campi. Però poi voglio anche vivere il bello dello stare insieme alla gente nel mio ristorante, la soddisfazione nel vederli uscire soddisfatti per la nostra cucina e la nostra ospitalità”.

Creatività e convivialità, dunque. Serve altro?

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POSTATO IN: sapori | 17 luglio 2012 - 7,51
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