Val Del Chiese
Bruno, pescatore
ago
22
2013

Bruno, pescatore

Pescare è prima di tutto osservare e pensare, cioè conoscere il mondo e se stessi. È un po’ questo che Bruno sembra aver imparato dalla sua lunghissima esperienza di pescatore. Non poca cosa.

Bruno fa il falegname, mestiere da uomo saggio. Eppure sembra, a detta della moglie Monica, che la pesca non gli lasci tempo a sufficienza per finire la scala di casa. Cose cui Monica è abituata. Già quando erano ancora fidanzati, Bruno andava a trovarla a Monza, ma poi scappava col suocero a pescare tra i fiumi dei dintorni. Ancora oggi non passa giorno senza almeno una mezz’oretta sul torrente.

“Tutto è iniziato quando da bambino ho visto un signore pescare un pesce enorme. È stata una specie di illuminazione”, dice Bruno.

Poi però, col passare degli anni, quella della pesca è diventato qualcosa di lontano e più raffinato. “Non serve prendere un pesce per essere felici. Pescare è un’altra cosa. E’ come se il bello cominciasse molto prima. Per esempio durante i periodi di chiusura, dove a casa preparo da solo le mie esche. Un altro momento davvero interessante è quando apro i pesci che ho pescato e studio quello che hanno mangiato”. Perché il segreto è tutto lì, dice Bruno. Studiare la vita dei pesci e delle loro prede, cosa prediligono i primi e come cadono in acqua le seconde. La pesca alla mosca è in fondo l’arte di cacciare per fiumi seguendo ritmi e modi della natura.

“Il momento più bello però è quando vado sul campo, forte di tutte le esperienze passate e delle idee nuove su come lanciare o per provare le mie nuove mosche. Significa provare se ho capito qualcosa in più del mondo in cui vivo da sempre

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POSTATO IN: acqua, sogni | 22 agosto 2013 - 6,03
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